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TikTok e “La febbre del sabato sera”

Se mai fosse uscita dalla mente degli italiani, “La febbre del sabato sera” ha un perfetto nuovo parametro che ricorda ogni attimo del capolavoro degli anni 70, TikTok.

In che modo?
Da quando abbiamo TikTok, il social network dei video più in voga e sul pezzo, sembra che gli anni trascorsi da quando è esploso il successo de “La febbre del sabato sera” si siano tutti d’un tratto, rarefatti.
Quarant’anni dopo, infatti, questo nuovo tormentone, che fa dello stile e della voglia di mettersi in mostra, le parole chiave del successo del social; sembrerebbe aver ereditato lo stesso spirito e voglia di essere evidenti. Come quello degli attori del “La febbre del sabato sera”.

Sono davvero così simili?
Un paragone tra il film con protagonisti come John Travolta-Tony Manero, che tutti di sicuro ricordiamo, perché ha rappresentato la storia degli anni ’70 e ’80 è assolutamente valutabile rispetto al successo di questo innovativo social network.
All’epoca si andava in discoteca e si usava il massimo del disponibile per rendersi belli, diversi, interessanti. Pensando e sperando in un incontro che potesse far battere il cuore e immaginando se stessi all’altezza di poter essere riconosciuti e riconoscibili.
Si attendeva il sabato sera per appropriarsi di spazi e immagini che avrebbero fatto la differenza rispetto alla normale quotidianità. Che ricominciava, inesorabilmente, già la domenica mattina.

Oggi i salti mortali vengono fatti, con outfit particolari, da teenagers e 25enni, per apparire bellissimi e bellissime. Stra appariscenti e vestiti in un modo davvero unico, quasi epico.

TikTok è sostanzialmente il nuovo modo di comunicare, on line
Vestiti acquistati con l’idea di essere stra appariscenti, di farsi vedere, di apparire, per permettere di registrare il video più bello degli altri. La differenza? Una febbre del sabato sera dal vivo, magari per pochi, on line invece davvero per tutti.
Un mondo nuovo che mi piacerebbe capire con la mente del ragazzo ma che osservo con lo spirito dell’adulto e del genitore.
Dove stiamo andando? Con grande curiosità rimango in osservazione, ovviamente staying alive

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