Professioni digitali: fotografo e videomaker
Professioni digitali: fotografo e videomaker

Professioni digitali: fotografo e videomaker

Fotografo e videomaker sono due professioni di vitale importanza per l’odierno marketing digitale, che però troppo spesso non vengono presi nella giusta considerazione.

“Content is king”: una frase che chi lavora nel mondo del web conosce fin troppo bene. Con circa 3 miliardi di account presenti sui social, di cui almeno un 5-10% sono proprietà di brand o professionisti del marketing, ci si aspetterebbe che il web traboccasse di contenuti di qualità… solo che così non è, almeno non se guardiamo a foto e video.

Molti post o articoli infatti presentano immagini amatoriali, che mal si sposano con la massima che abbiamo esposto prima.

Il motivo di questo scempio è presto detto: le figure di fotografo e videomaker non sono impiegate dalle aziende.

Un lavoro da dilettanti

Premetto subito che, nel caso vi sembri strano che parli di due professioni invece di una come al solito, c’è un motivo ben preciso dietro questa scelta: sia il fotografo che il videomaker sono afflitti dallo stesso problema.

Entrambe queste categorie infatti sono state, per così dire, tagliate fuori dal novero dei content creator che vengono utilizzati dalle agenzie e dalle aziende.

Questa situazione è stata causata principalmente da due fattori: l’enorme disponibilità di materiale già presente in rete, che viene opportunamente modificato a seconda dei casi, e la possibilità data dagli smartphone di poter catturare immagini e video senza bisogno di altre attrezzature.

Ciò, ha portato molti a scegliere la strada del risparmio, evitando di coinvolgere un professionista in favore dell’auto-produzione.

“La professionalità non è acqua” se mi consentite la parafrasi e direi che, mai come in questo caso, la cosa è evidente. Per quanto gli smartphone, con le loro fotocamere sempre più all’avanguardia, ci abbiano consentito di trasformarci tutti un po’ in fotografi è chiaro che non ci sia paragone tra quanto può fare una macchina e il cosiddetto “tocco dell’artista”.

In certi contesti l’immagine-verità può e deve essere ancora usata, come ad esempio quando si trattano o commentano fatti di cronaca o eventi, ma al di fuori di queste circostanze l’impiego dovrebbe essere sconsigliato.

I risultati di questo tipo di abuso si possono trovare praticamente ovunque: migliaia di contenuti uguali tra loro con variazioni minime, video stock privi di personalità e foto che definire imbarazzanti è dir poco… e dire che dovrebbero essere contenuti di qualità.

Il valore di un professionista

Evidenziato il problema la soluzione appare lampante: affidarsi a dei veri professionisti. Attenzione però: quando parlo di un fotografo o videomaker professionista non mi riferisco certo a chi fa le foto dei matrimoni o i “filmini” delle cresime.

Chiariamoci, non ho nulla contro di loro e nel loro campo sono certo bravi, ma proprio perché il web è un ambito diverso occorrono degli specialisti in materia. Sono necessarie competenze specifiche, che non si possono improvvisare dall’oggi al domani, oltre ovviamente a tutte quelle comuni del mestiere come il foto-ritocco e il montaggio. La mossa migliore sarebbe quindi quella di assumere un esperto con competenze verificate.

Qui però sorge un ostacolo: il numero di professionisti del settore è praticamente nullo, un vero e proprio controsenso considerando quale sarebbe la potenziale richiesta da parte del mercato.

Questo avviene perché proprio i fotografi e i videomaker stessi sono i primi a non valorizzarsi, non trovando proposte da parte delle imprese e quindi rimanendo per la maggior parte ancorati alla vecchia concezione.

La questione a questo punto si trasforma in un circolo vizioso, dove da un lato le aziende non cercano queste figure perché non sanno che esistono o che ne hanno bisogno e dall’altro fotografi e videomaker non si aggiornano o fanno avanti per via della carenza di richieste.

Bisogna spezzare questo ciclo e sta ai brand farlo: riconoscendo per primi la necessità di nuove figure professionali formate, essi creeranno la domanda necessaria a dare un nuovo impulso ai lavoratori dell’immagine, che a loro volta dovranno impegnarsi per raggiungere gli standard richiesti.

Il contenuto è davvero il re del web e per questo nell’ambito professionale non si possono ammettere immagini da dilettanti.

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