Italiani in rete: non solo serie TV
Gli italiani in rete non si sono dedicati solo allo svago durante la quarantena

Italiani in rete: non solo serie TV

Gli italiani in rete non si sono dedicati solo allo svago durante la quarantena

All’inizio della quarantena, quasi nessuno si sarebbe aspettato quello che poi è effettivamente
accaduto.

Molti, all’annuncio delle prime chiusure, credevano che si sarebbe trattato di una
cosa passeggera, un allarme eccessivo per un problema certo grave ma non così pericoloso
come veniva dipinto dai media.

Adesso, dopo più di due mesi confinati fra le mura domestiche in cui internet è stato l’unica vera finestra sul mondo, possiamo tirare le somme su cosa hanno fatto gli italiani in rete durante il periodo di isolamento.

Stando a quanto riportato da un’analisi effettuata dalla McKinsey & Company, società
internazionale di consulenza strategica, l’attività online degli abitanti del Bel paese è stata molto
più diversificata di quanto si potrebbe immaginare.

Com’era logico aspettarsi è lo svago a confermarsi al primo posto, con un 64% degli italiani che hanno aumentato in maniera consistente la fruizione di contenuti video in streaming e un altro 62% che si è dedicato al gaming online.

Sempre sul settore gaming è da segnalare un deciso aumento del traffico su tutti gli store digitali, come Steam ed Epic Games Store.
Tra i dati però quelli che stupiscono sono altri, qualcosa che all’inizio della crisi sanitaria nessuno si sarebbe aspettato.

Contrariamente a quello che era preventivato dagli scenari peggiori, che vedevano il paese totalmente paralizzato, gli italiani si sono dimostrati capaci di utilizzare la tecnologia in maniera proficua. Il report attesta infatti che ben il 57% del campione, che non aveva mai usato in vita propria strumenti telematici per il lavoro o lo studio, si sono velocemente adattati allo smartworking e alle video-lezioni.

Ne ho già parlato in maniera più approfondita in alcuni miei articoli precedenti, ma adesso possiamo quantificare in modo preciso quanto e come gli italiani in rete sono riusciti a trarre il meglio dal periodo di crisi.

Continuando l’analisi si può notare come ci sia stato un incremento del 22% delle ricerche a tema fitness. Con la chiusura delle palestre e il nuovo stile di vita sedentario molti hanno pensato di ricorrere a corsi online per mantenersi in forma, così come molti si sono affacciati per la prima volta a questo mondo anche per combattere la noia. Un altro dato interessante è quello relativo all’informazione: per rimanere aggiornati sulle attualità il 52% degli italiani si sono affidati al web come fonte principale di notizie.

In sostanza gli italiani hanno dimostrato di aver sfruttato la rete molto più di quanto si pensava
potessero fare.

Che si parli di fitness, smartworking o attualità poco importa in questo caso,
quello che davvero è importante è vedere come le persone siano state in grado di usare il web
come lo strumento polivalente che è.

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Ci spiano, lo dice anche il New York Times.