Coronavirus e occupazione: gli effetti del lockdown
Coronavirus e occupazione: gli effetti del lockdown

Coronavirus e occupazione: gli effetti del lockdown

Coronavirus e occupazione, milioni di lavoratori a rischio. Quali sono i dati attuali sull’occupazione?

 

6,5 milioni di posti a rischio: il digital come soluzione?

Gli ultimi mesi, per la nostra nazione ma in generale, per le dinamiche sanitarie ed economiche di tutto il mondo, sono state  certamente modificati, ribaltati, a volte anche asfaltati i progetti imprenditoriali in cantiere. Quali sono, infatti, i dati del Coronavirus e dell’occupazione nel contesto generale?

Alcuni sono riusciti a cavarsela, molti, come noi del settore Digital marketing e comunicazione, hanno trovato il loro habitat naturale anche nelle nuove condizioni del lockdown.

Ma quali sono state le categorie più a rischio e in difficoltà? Chi ha subito maggiori penalizzazioni portate dal Coronavirus sul dato dell’occupazione e sul mondo del lavoro? Sono certamente le categorie che, a mio avviso, fanno davvero la grande differenza.

Più timori per le donne, i giovani e i professionisti con una laurea.

Forte rischio di contrarre malattie infettive respiratorie come il Coronavirus per “6,5 milioni di lavoratori”, pari al 28,3% della platea degli occupati.

Ed i timori son maggiori per le donne, per gli under35 e per chi è più istruito: il 40,9% dei laureati contro il 27% dei diplomati ed il 20,9% di chi si è fermato alla scuola media.

Lo calcolano i consulenti del lavoro. Quali sono, quindi, gli elementi che ci fanno comprendere gli effetti del coronavirus sull’occupazione?

Coronavirus: quali sono gli effetti sull’occupazione?

 Il dubbio che ho è quello di aver confuso le categorie deboli dal punto di vista medico con quelle che, nel mondo del lavoro, a cause delle chiusure di nidi, spazi per lo studio, luogo di aggregazione, si sono trovati ad affrontare una doppia grande emergenza, ma questo lo vedremo in seguito.

Il mio punto di vista è che sono loro la forza motrice a cui non possiamo assolutamente rinunciare.

Tanta strada va ancora percorsa prima di ritrovare la giusta nuova identità sul mondo del lavoro, ma sono certo che la forza del digital marketing e dei nuovi strumenti tecnologici, ci daranno lo stimolo corretto.

Forza e buon lavoro, a tutti!

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