Digital Coaching

Digital coach, la figura dell’era digitale

Il digital coach è, nel mondo aziendale, la figura esperta legata alle tecnologie digitali e alle comunicazioni web.

 

Per questo nascono professioni emergenti legate a questo settore, come ad esempio quella di Digital Coach.
In questo articolo del Blog voglio parlarvi di questa interessante nuova professione, che poi in realtà, se la analizziamo con attenzione, così nuova non è.

 

Chi è e cosa fa un Digital Coach?
Parliamo sicuramente di una professione già molto diffusa negli Stati Uniti che si sta diffondendo anche da noi.

 

Il ruolo di questa figura è di accompagnare aziende e professionisti verso la conoscenza e l’utilizzo di varie competenze digitali con lo scopo di migliorare i processi e i risultati operativi dove queste vengono utilizzate.

 

Quindi, in sostanza, un Digital Coach deve sapere conoscere e utilizzare al meglio tutte le nuove tecnologie digitali riguardo il marketing, le vendite, i processi interni aziendali e la gestione dei clienti.

 

Dato che queste competenze sono molte, spesso un’azienda ha bisogno di più di un Digital coach per settore di applicazione.
Ci sono molti vantaggi a lavorare come Digital Coach, primo fra tutti quello di poter lavorare quasi sempre in autonomia e da remoto oppure comunicare tramite videochat, skype o hangout con i clienti. Un lavoro moderno che si dota di strumenti moderni e tecnologicamente avanzati

 

Al momento non c’è una scuola specifica per la formazione alla professione di Digital Coach ma attraverso la formazione in aula di percorsi che sommano alla teoria la vera e propria pratica sul campo è possibile formarsi per creare le giuste competenze richieste nel ruolo.

 

Un Digital Coach si può specializzare in uno dei vari ambiti a scelta tra digital strategy, sem, seo, web analytics, social advertising, conversion rate optimization, e-mail marketing, creazione di siti con cms open source, inbound marketing, e-commerce, lead generation.

 

Insomma, in tutta una serie di skills tecnologicamente ben differenziate e posizionate.

 

Quindi alla domanda “Chi è e cosa fa davvero un Digital Coach?” si può rispondere che il Digital Coach è un esperto del settore digitale che offre la sua consulenza ad aziende e professionisti e conosce innovazioni e tecnologie da applicare all’operatività aziendale in vari contesti.
E tu? Cosa conosci di questo lavoro?
Se vuoi saperne di più puoi leggere sul mio nuovo libro “Fa Che Ti Chiamino Loro” un capitolo specifico che ti spiega meglio tutto.
In che modo puoi sviluppare il tuo business in modo utile per te e  per i tuoi clienti?
Social Media Marketing: Il Marketing 2.0 con le Web Agency
Social Network

Social Media Marketing: Il Marketing 2.0 con le Web Agency

Il social marketing è un servizio che le aziende moderne non possono ignorare in quanto la propria presenza sui social network è di totale importanza per realizzare un business migliore, per raggiungere e garantire la conversione di un utente in cliente.

In questo articolo voglio parlarvi del business 2.0 creato proprio grazie allo strumento dei social e che ha come obiettivo la definizione del branding aziendale, del posizionamento e infine la realizzazione della vendita.

Il social media marketing, qual è il più adatto per me?

Una volta scelto il canale social più adatto a presentare la propria attività al pubblico è opportuno creare la pagina aziendale di rappresentanza e pensare e strutturare un’idonea campagna di Social Media Marketing

È quindi necessario sapere dove trovare il proprio target, ricordandoci che ogni social network ha le sue caratteristiche.

 

LinkedIn, ad esempio, è la piattaforma dei professionisti, quindi utile per posizionarsi nel mondo delle imprese.
Twitter è il canale più utilizzato per diffondere notizie, parlare di momenti attuali, leggere il pensiero degli “influenti”.
Youtube è lo strumento più utilizzato per avere informazioni su come fare qualcosa, attraverso video, spesso virali.
Instagram è sempre più il canale di chi ha dei prodotti da fotografare e ingaggia un pubblico davvero composito.
Facebook, non da ultimo, è il social network più utilizzato al mondo e ottimo strumento di conoscenza.

 

A questo punto l’ideale sarebbe rivolgersi a chi realizza il marketing 2.0, ovvero le web agency, scegliendo chi è esperto nella comunicazione aziendale sui social network e che é in grado di realizzare campagne di social marketing.

 

Per emergere sui social infatti oggi è sempre più necessario investire in pubblicità dopo aver analizzato il target dei clienti ottimali.

 

È certamente importante valutare su quali social è meglio posizionarsi, in quanto il social media marketing deve avere una strategia dedicata per procedere alla creazione delle pagine e profili aziendali rispettando il brand.

 

Infine, ma non per importanza, importante è investire nelle campagne a pagamento dopo aver definito il nostro budget.
E tu? Che conoscenza hai di questo settore? Conosci il lavoro che le web agencies mettono a disposizione?

 

Grazie al mio libro “Fa Che Ti Chiamino loro” potrai ottenere alcuni di questi consigli e capire come poter migliorare la conversione con il social media marketing

 

Se hai ancora dei dubbi, sono a disposizione per darti maggiori dettagli sull’argomento!
Tutta questione di SEO
Digital Coaching Social Network

Tutta questione di SEO – Umberto Macchi

Tutta questione di SEO.  Sai cosa è la Seo e a cosa serve?

Sul web è tutta questione di SEO. Quante volte hai cercato un’azienda su Google ma non hai mai trovato immediatamente i risultati giusti? Sai cosa è la Seo e a cosa serve?

 

Quante volte hai cercato un’azienda su Google ma non hai mai trovato immediatamente i risultati giusti?
Nell’articolo di oggi voglio proprio parlarvi della importanza della Seo per il tuo business, per rendere visibile il tuo sito e i suoi contenuti, per far si che i tuoi clienti o target di riferimento trovino con facilità non solo il tuo sito web ma anche i contenuti che descrivono il tuo lavoro.
Innanzitutto, cosa è la Seo e cosa include tra le sue attività?

SEO è l’acronimo inglese per Search Engine Optimization e definisce tutti gli step utili per ottimizzare un sito web, tutti i passaggi volti a migliorarne il posizionamento nei risultati organici dei motori di ricerca come Google e Bing.
Si basa su diversi passaggi: in primis l’Ottimizzazione Tecnica.

In questa fase un buon lavoro permette ai motori di ricerca di accedere e indicizzare correttamente le pagine del tuo sito web. Un secondo passaggio è Creazione dei Contenuti, che dovranno essere utili e riconoscibili e che devono rispondere a diversi criteri di ricerca. Se saranno apprezzati dagli utenti, lo saranno anche dai motori di ricerca, perché consapevoli di avere fornito le migliori risposte alle loro domande.

La terza fase è quella, assolutamente non banale, della Promozione dei Contenuti. Pensandoli proprio per essere condivisi, è una fase fondamentale per il successo di ogni campagna SEO. Essere citati con un link da siti autorevoli, è un modo inequivocabile per comunicare a Google che il tuo è un sito web di qualità.

In un secondo momento è fondamentale pensare all’Indicizzazione degli stessi contenuti e al
Posizionamento o Ranking, ovvero gli algoritmi dei motori di ricerca che l’utente muove quando naviga il sito.

Spero che questo articolo sia utile per scegliere le migliori tecniche per valorizzare il tuo business e far visitare con frequenza i siti che porteranno alla vera e propria conversione.

Marketing
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6 errori più 1 che commettiamo nel gestire le nostre pagine sui social

Scopri come gestire al meglio sui social le nostre pagine!


Quali sono gli errori più comuni che i gestori di pagine social stanno commettendo in rete?

In questo articolo del Blog vorrei parlarvi di un argomento particolare, simpatico nelle sue forme e davvero attuale, cioè la gestione delle pagine sui social, approfondendo con una carrellata di informazioni utili.

Come prima cosa ho notato che l’utilizzo degli Hashtag, ovvero di quei termini “riferimento” sui social non è delle migliori, sia su Facebook che su Instagram. Su Facebook vengono spesso utilizzati ma non hanno alcuna utilità. Gli # infatti non si riferiscono a niente, mentre su Instagram bisognerebbe essere più specifici possibile cercando di geolocalizzare la parola utilizzata e scegliendo il corretto significato concettuale. Spesso, invece, ne vengono indicati pochi e senza molto criterio.

Il secondo errore è non avere un target reale di riferimento. Spesso si chiede di mettere Mi Piace sui nostri contenuti a persone che non sono interessate ai nostri prodotti. Un gradimento da parte di amici e parenti che decidono di seguire i miei social mettendo il loro Mi Piace è certamente ben accetto ma è sicuramente necessario coinvolgere anche altri interlocutori che traducano la nostra presenza sui social in reali opportunità di business, che ci chiedano un appuntamento o maggiori informazioni rispetto al lavoro che facciamo. Su Instagram invece in molti preferiscono 10k di followers finti che 100 reali e possibili clienti. Ricordiamoci che il numero non è tutto.

Il terzo errore che ho avuto modo di vedere è che molte pagine social non hanno una Fan Base che li protegga e quindi basano il loro lavoro su un terreno non curato e coltivato sui cui far veicolare i propri utenti. Prima di investire su argomenti commerciali e che possono tradursi con la conversione bisogna creare una base in cui il visitatore è a suo agio e comprende quale può essere il vantaggio.

Il quarto errore, non da poco, è anche il fatto che in questi profili spesso dimenticano, o non sanno, quanto è importante geolocalizzarsi, per cui non si sa mai esattamente dove il posto si trova privando gli interlocutori di una importante informazione.

Quinto errore è la poca cura del materiale fotografico, spesso infatti le pubblicazioni sono di bassa qualità o, peggio ancora, non vengono prodotte in sufficiente misura. Le immagini, tanto quanto i testi, hanno un ruolo importantissimo per un buon lavoro sui social.

Il sesto errore notato è che non si posta con grande continuità, che le storie e i contenuti non sono poi così interessanti rispetto all’obiettivo iniziale, fondamentale è l’alternanza dei contenuti in una ruota di valori dove andranno scelti con criterio dividere le passioni, lavoro, famiglia ecc…

Infine, ti regalo il sesto + uno errore non da poco è che in molti non conoscono, ovvero le sponsorizzazioni da utilizzare per le proprie pagine. Non tutti sanno come organizzarle, programmarle e metterle a frutto dal punto di vista delle conversioni!

Sponsorizzare con criterio è utilissimo per allargare i confini andando oltre il target che il normale post produce, con lo scopo di fidelizzare nuovi clienti e raggiungendo nuovi contatti!

Spero che queste piccole dritte possano essere utili a te e agli imprenditori del settore che stanno cercando un posizionamento sui social in attesa della conversione. Tutto questo viene amplificato e ben definito sul mio libro Fa’ Che Ti Chiamino Loro! Mi farebbe piacere tu lo leggessi e mi dessi poi il tuo parere!

Social Network

Ci spiano, lo dice anche il New York Times.

Negli ultimi giorni ho avuto modo di leggere questo interessantissimo articolo del New York Times in cui si parla del modo in cui le applicazioni ci “spierebbero”. In realtà non è un argomento nuovo e non occorrono nuove leggi ogni qual volta una novità tecnologica entra nel nostro mondo.
Ma va di moda, ormai, trattare questo argomento in modo epico e come se fosse davvero la notizia del giorno. Per cui, a ridosso della fine dell’anno, costruirne questa bella storia.
Nei paesi europei, anche in quelli più sviluppati, in realtà, possiamo conteggiare una quantità lunghissima di leggi “anti-spia”. Ma la loro vera utilità? Esiste? Quale è?
È vero che abbiamo app che ci spiano ma non serve una nuova legge che ci racconti come utilizzare una nuova tecnologia. Avremmo bisogno di studiare e dovremmo essere coscienti di non sapere.
Siamo digitalmente indietro e bisognerebbe lavorare su questo. Bisognerebbe capire e sapere tutto ciò che sta accadendo nel mondo, leggere, informarsi, approfondire, per essere presenti sul momento. Molte realtà e molte nazioni, invece, ci pongono davanti un mondo fatto di app e pensano che l’unico modo di divincolarsi sia semplicemente seguendole. Invece, a mio avviso, la lettura è fondamentale, è la metodologia corretta per studiare ed informarsi, crearsi un punto di vista e un obiettivo.
Proprio per questo mi farebbe piacere presentarti uno stimolo nuovo, il mio nuovo libro, perfettamente calzante sul tema e che spero possa essere un ottimo compagno all’inizio del nuovo Anno!
Buona lettura!
Mille e una Twitter
Digital Coaching

Mille e una Twitter.

Ti sei mai chiesto se Twitter ha un lato dark?

Il mondo di Twitter con mille pensieri riassunto in un unico blog!

Assistiamo in questi giorni agli aggiornamenti su diversi social network, sulla diminuzione dei like dei nostri profili e di polemiche riguardo i conti in crisi sia in borsa che nella finanza dei social.

Dobbiamo realmente tenere in considerazione queste dinamiche, cosa succede sui nostri profili?

Qualche giorno fa ho partecipato con grande curiosità ad uno scambio di opinioni che si è verificato sul mio profilo Twitter, su cui pubblico ogni giorno diversi post, scegliendo diversi temi e con diversi # di riferimento.

Avevo letto pochissimo prima, che il social aveva ripulito i profili dai followers per seguire una politica di trasparenza che, a suo avviso, valutava molti profili in realtà non veritieri perché non pubblicano da tanto tempo, non retwittano, non sono menzionati, hanno magari dei nomi inverosimili.

Ecco Twitter aveva ripulito proprio il giorno prima i miei “followers” non riconosciuti a primo achitto.

Ecco, quella sera, un profilo di cui il nome non dirò ma certamente non dall’aria veritiera, inizia a commentare un mio post, utilizzando un italiano sgrammaticato, dei contenuti particolarissimi e dei confronti con punti di vista che nel mio post non erano neanche immaginati!! Mi è sembrato allora corretto rispondere in modo educato, affabile, curioso, perchè volevo vedere fino a che punto si sarebbe protratto il turbinio di pseudo insulti. Ad un certo punto, nel bel mezzo di un punto di svolta nelle risposte, ricerco quelle precedenti e…non trovo più nulla. Il mio interlocutore aveva cancellato, infatti, ogni singola risposta ed in primis la sua.

Per questo, prestare attenzione già alla scelta del nome del profilo, prima ancora che dei contenuti, più o meno sensati, può essere un modo per capire se ci troviamo davanti ad un fake o ad una persona fatta di carne ed ossa. Ricorderò comunque quella sera come un inaspettato test a domicilio, quando l’ora del giorno consiglia piuttosto di Della mille e una Twitter ho imparato molto, la prossima volta probabilmente mi divertirò nella stessa identica maniera ma cosciente della novità di cui vi ho parlato in questo articolo e pronto ad interagire come questa volta!

La profilazione in rete per il nostro business
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La profilazione in rete per il nostro business

Come si fa a gestire la profilazione degli utenti in rete?

Come si fa a gestirla per implementare il nostro business?

Oggi giorno è sufficiente entrare in rete per renderci conto di quante sono le aziende, gli enti, i corsi che si premurano di darci queste informazioni per migliorare il nostro business. Quali sono in realtà le strategie più utili? Esiste un modo per comprendere quelle che produrranno un risultato da quelle che possiamo già considerare #fuffa?

Una buona strategia di email marketing non può prescindere da una corretta profilazione degli utenti. Quindi più saremo specifici nella gestione dei profili e nella loro suddivisione secondo criteri di utilità, praticità, conoscenza degli utenti e rapporti interpersonali e più ci sarà prezioso e di ausilio l’utilizzo dei dati creati.

Un altro elemento distintivo è la rilevanza, che è il principale fattore di successo di una campagna: per il suo successo è infatti determinante recapitare email in linea con interessi, abitudini, esigenze e caratteristiche del singolo utente. Sicuramente un lavoro lungo e di precisione, ma il tempo dedicatoci non è sprecato e sarà fondamentale per il resto delle attività da svolgere.

Per aiutare le aziende a capire come fare una corretta profilazione utenti, per spiegare come raccogliere i dati, come personalizzare le email della propria posta elettronica in base al singolo destinatario e per ottimizzare la ROI del canale esistono di certo degli ausili come dispositivi on line che semplificano la gestione del pacchetto, i sistemi di CRM, utilissimi ormai in tutte le aziende, di supporto, ausilio, gestione strategica dei contatti. Soltanto creando comunicazioni personalizzate potremmo assistere a tassi di conversione e di clic unici certamente superiori rispettoai messaggi non personalizzati e soprattutto potremmo vedere e gestire rapporti strapersonali con la nuova fetta di interlocutori. Creare business…è possibile!!!

Fare una profilazione non come esecuzione matematica ma come un vero e proprio percorso di riflessione.

Cosa sono i Cataloghi di Whatsapp?
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Conoscete i Cataloghi Prodotti di Whatsapp?

Conoscete i Cataloghi Prodotti di Whatsapp? Siamo pronti a questa rivoluzione nel mondo del Business?

Stiamo assistendo ad una grande novità per le piccole aziende! Arrivata da poco ma già pronta a mettere in evidenza campi di utilizzo e vantaggi nel business in rete.
In questo articolo cercherò di descrivere una novità utilissima a tutte le imprese e come  è possibile utilizzare  i Cataloghi dei propri prodotti su WhatsApp Business. Si, parliamo proprio di Business oltre che di “cazzeggio” e di comunicazioni più o meno formali su un canale che è nato per motivi pratici della vita quotidiana. ​​​In molti pensano a WhatsApp esclusivamente come un’applicazione di chat e messaggistica, ma con la sua versione Business si andrà incontro ad un vero e proprio Market Place dove potremo mostrare i nostri prodotti a tutti i clienti direttamente dalla suddetta App.​ In che modo possiamo adeguarci a questa novità?​​​ In realtà la versione Business di Whatsapp è strutturata in modo da offrire ad attività commerciali e professionisti alcuni strumenti utili per interagire con i loro clienti. Infatti a ciascuno degli articoli in vendita l’azienda può allegare dettagli riguardanti prezzo, codice utile per inoltrare l’ordine e descrizione. ​​​​In Italia non è ancora possibile utilizzare questa funzione che è solamente attiva in: Brasile, Germania, India, Indonesia, Messico, Regno Unito e Stati Uniti. ​​​​Secondo voi in ottica di Business sarà utile per gli imprenditori? Sembrerebbe che al suo debutto, visto che in Italia non abbiamo ancora la possibilità di utilizzarlo, si sia penato al nostro specifico mercato per andare incontro alle esigenze delle piccole e medie attività, che rappresentano gran parte del tessuto economico nazionale. Quindi quale sarà il reale cambiamento? La nascita di una sorta di vetrina virtuale in cui mostrare ciò che si fa e cosa si offre, con la possibilità, per gli interessati, di cercare in modo semplice degli articoli o sei servizi. Tutto in chiave Business ma senza l’accesso a siti specifici. Ovviamente tutto ciò solleverà dall’impegno di inviare le foto prodotto poiché ad ogni interazione verrà replicata la stessa informazione. Saranno previste delle panoramiche utili su tutte le collezioni dei cataloghi. E voi? Utilizzerete questa novità per il vostro business? In che modo strutturerete la vostra collezione di articoli in vendita e il vostro catalogo?

Social - Una questione di obiettivi
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Sui social è questione di Obiettivi

Sui social è questione di Obiettivi. Ma, qual è il valore aggiunto del tempo dedicatoci? Abbiamo le idee chiare a tal proposito?

Di analytics, quanto ne sappiamo?
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Di analytics, quanto ne sappiamo?

Google Analytics è uno strumento ormai importantissimo perché ci da la possibilità di interpretare i report legati ai nostri account e farci rendere conto di come realmente stanno andando.
La gestione di un sito web, soprattutto se legato al settore…